Appendice

Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli

Il rapporto dialettico tra lo sviluppo delle forze produttive e l’effetto di sdoppiamento.

Sottolineiamo ancora una volta come l’effetto di sdoppiamento costituisca il frutto concreto e il materialissimo sottoprodotto di quello sviluppo delle forze produttive (agricoltura, allevamento e protourbanesimo: Gerico 8500 a.C.) che ha generato e cristallizzato da un lato l’era storica del surplus costante e accumulabile, sconosciuto nel paleolitico, ma dall’altro lato avendo a disposizione un plusprodotto non ancora giunto e arrivato a quel livello di crescita (automazione, Intelligenza Artificiale, robotica, genetica, ecc.) che renderà possibile tra qualche decennio il comunismo sviluppato dell’abbondanza, della gratuità, del tempo libero e della regola “a ciascuno secondo i suoi bisogni”, guerre nucleari mondiali permettendo.

Sintetizziamo al massimo grado possibile.

Fase 1 del genere umano = basso sviluppo delle forze produttive, nessun surplus costante e quindi inevitabile comunismo primitivo.

Fase 3 dell’umanità = formidabile livello di sviluppo delle forze produttive, gigantesco surplus disponibile e quasi totale automazione, con derivato comunismo sviluppato del “a ciascuno secondo i suoi bisogni” e finalmente inizio “della vera storia” (Marx) della nostra specie.

Fase 2 (9000 a.C.–2019 e oltre): livello di sviluppo delle forze produttive capace di produrre surplus costante, ma purtroppo non quella massa di plusprodotto indispensabile per il processo di riproduzione del comunismo sviluppato, e quindi … effetto di sdoppiamento plurimillenario.

Lo sviluppo delle forze produttive risulta quindi sempre determinante, ma solo in ultima analisi e soprattutto con modalità diverse a seconda delle tre megafasi storiche in oggetto.


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