Multiverso e sbocchi alternativi: l’effetto di sdoppiamento in Ernst Bloch

Daniele Burgio, Massimo Leoni, Roberto Sidoli.

Sbocchi sporadici ed embrioni parziali della teoria dell’effetto di sdoppiamento sono apparsi anche all’interno della complessa produzione teorica del grande filosofo marxista Ernst Bloch, specialmente attraverso la categoria di multiverso e di tempo inteso da Bloch in qualità di un ordine fluido della pluralità di esseri e di enti che tende verso sbocchi diversi, esiti alternativi e biforcazioni drammatiche.

Come ha notato Mauro Farnesi Camellone, nel suo interessante saggio intitolato “La scienza della speranza. Sul marxismo di Ernst Bloch”, proprio “il tempo cronologico è un progredire simmetricamente suddiviso in spazi uguali; e perciò esso trapassa con violenza “inesorabile” e cioè uniforme. Il determinismo meccanicistico condiziona la figura del tempo nella sua ineluttabilità. Ma al tempo cronologico manca il contrassegno essenziale del tempo storico, cioè la finalità. Bloch guarda al concetto di tempo di Leibniz, come tendenza e finalità insita nelle cose stesse e non al concetto bergsoniano di “durata”. Leibniz ha fatto comprendere il tempo e non soltanto lo spazio come forma attiva delle forze e del loro movimento. Spazio e tempo non hanno un’esistenza assoluta, indipendente dai corpi: se lo spazio è l’ordine della coesistenza dei corpi e il tempo l’ordine delle loro successioni, solo l’esistenza delle monadi ed il loro conatus determina lo spazio e il tempo. Ed il tempo è proiezione in avanti: come in un corpo elastico che viene compresso, la sua dimensione più grande è presente come tendenza, così nella monade il suo stato futuro. Il presente cammina gravido di futuro. Per comprendere la nozione di tempo di Bloch bisogna pensare anche al concetto di spazio di Riemann, paragonabile ad un liquido, ad una posizione e ad un orientamento mobile, cedevole di fronte a forze agenti, un tempo cioè che gli avvenimenti plasmano attivamente. Il tempo delle maree e dello scorrere dei fiumi è veramente denso tanto quanto il tempo in cui si svolge il 1917 russo? Bloch prospetta un multiversum temporale, un intersecarsi di diversi piani del tempo, tempi diversi che coesistono, e non la semplice successione del prima e del dopo; un contrappunto di squilibri temporali fra diversi popoli, classi, individui, tra diverse sfere culturali e sociali. L’osservazione di Marx, per cui l’arte greca continua a vivere anche dopo che le strutture economiche e sociali su cui è cresciuta sono scomparse, dimostra per Bloch non solo la disparità di sviluppo tra struttura e sovrastruttura, ma anche la relativa autonomia della sovrastruttura.

Riappropriarsi della natura come “essente in possibilità” e del tempo storico e naturale come multiversum che tende verso sbocchi diversi significa acquisire una nuova dimensione, percepire diversamente il proprio valore posizionale all’interno dell’universo. Bloch sfugge così all’alternativa fra il determinismo storico, sviluppatosi con la Seconda Internazionale, e il volontarismo rappresentato ad esempio da Lukács in Storia e coscienza di classe. Il fondamento ontologico dell’agire umano è in Bloch visto come slancio in avanti di tutta la realtà, che trova forza propulsiva nella propria incompiutezza.[1]

. Farnesi Camellone, “La scienza della speranza. Sul marxismo di Ernst Bloch”, pp. 2-3, in Rivoluzione Molecolari – Anno 1, numero 1, 2019

 


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