Prefazione

Secondo la concezione marxista-ortodossa della storia universale, quest’ultima

può essere paragonata ad una grande e lunga strada a senso unico, anche se composta

da alcune diramazioni secondarie che in seguito si ricollegano al sentiero

principale, oltre che da una serie di vicoli ciechi che vengono abbandonati, più o

meno rapidamente.

In questa prospettiva storica, la “grande strada” è formata nella sua essenza da

vari segmenti interconnessi, seppur ben distinti tra loro (comunismo primitivo/

comunitarismo del paleolitico, nella preistoria della nostra specie; fase del modo di

produzione asiatico; periodo schiavistico; fase feudale; epoca capitalistica e, infine,

socialismo/comunismo), ma essa era ed è considerata tuttora un tracciato predeterminato,

almeno in ultima istanza: qualunque “viaggiatore” e società potevano/

possono anche prendere delle “scorciatoie” ma alla fine, volenti o nolenti, erano

/sono costretti a rientrare nel sentiero di marcia principale e nelle sue variegate,

ma obbligate tappe di percorso.

In base ai dati storici allora a conoscenza di Marx ed Engels, fino al 1883/95,

questa era probabilmente l’unica visione complessiva del processo di sviluppo

della storia universale che poteva essere (genialmente) elaborata a quel tempo ma,

proprio dopo il 1883/95, tutta una serie di nuove scoperte ed avvenimenti storici

portano a preferire una diversa concezione generale della dinamica del genere

umano.

Immaginiamoci una “grande strada” che, dopo un lunghissimo segmento (fase

paleolitica e mesolitica) di scorrimento, si trovi di fronte improvvisamente ad un

“grande bivio” ed a una gigantesca biforcazione: da tale bivio partono e si diramano

due diverse ed alternative strade, che conducono a mete assai dissimili, senza

alcun obbligo a priori per i “viaggiatori” (a causa del Fato/forze produttive) di

scegliere l’una o l’altra.

Ma non basta. Non solo non vi è più una sola strada obbligata di percorso, ma –

a determinate condizioni e pagando determinati “pedaggi” – qualunque “viaggiatore”

e qualunque società umana possono trasferirsi nell’altro tracciato, alternativo

a quello selezionato in precedenza, cambiando pertanto radicalmente le proprie

condizioni materiali di “viaggio” nell’autobus che stanno utilizzando con altri passeggeri:

la scelta iniziale di partenza “al bivio”, giusta o sbagliata, risulta sempre

reversibile in tutte e due le direzioni di marcia, in meglio o anche in peggio.

Fuor di metafora, la concezione che proponiamo ritiene che subito dopo il 9000

a.C., ben undici millenni fa nell’Eurasia del periodo neolitico, con la scoperta dell’agricoltura,

allevamento e artigianato specializzato, si sia creato e riprodotto costantemente fino ai nostri giorni un “grande bivio”, da cui si sono diramate due

“strade”, due linee e due tendenze socioproduttive di matrice alternativa, l’una

di tipo comunitario-collettivistico e l’altra di natura classista, fondata invece sullo

sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Pertanto dopo il 9000 a.C. e fino ai nostri giorni, nell’era del surplus, non sussiste

alcun determinismo storico, ma altresì un campo di potenzialità oggettive (sviluppo

delle forze produttive e creazione/riproduzione ininterrotta di un plusprodotto

accumulabile… l’era del surplus) su cui si possono innestare, e si innestano

poi concretamente e realmente delle prassi sociali contrapposte, volte a condividere

in modo fraterno mezzi di produzione/ricchezza/surplus o, viceversa, a fare

in modo che essi vadano sotto il controllo e possesso di una minoranza del genere

umano, in entrambi i casi con immediate ricadute anche sulla sfera politico-sociale

delle diverse società.

Detto in altri termini, a parità di sviluppo qualitativo delle forze produttive e

già formatisi elementi cardine quali agricoltura/allevamento/surplus costante, fin

dal 9000 a.C. per arrivare ai nostri giorni era possibile che si sviluppasse sia l’egemonia

di rapporti di produzione collettivistici, che quella alternativa di matrice

classista: un effetto di sdoppiamento nel quale nulla era/è tuttora scritto a priori,

nei libri mastri della Storia.

Situazione di “sdoppiamento”, potenziale/reale, valida nel 9000 avanti Cristo

ma anche nel 2010 della nostra era, valida nel 8999 a.C., ma anche nel prossimo

anno e nei prossimi decenni: uno stato di sdoppiamento ed un’alternativa radicale

nei rapporti di produzione possibili e praticabili sul piano storico, che da undici

millenni esclude a priori qualunque forma di determinismo storico e di metafisica

basata sul “progresso inevitabile” del genere umano.

Certo, qualunque regressione ad uno stadio paleolitico basato sulla caccia/raccolta

di cibo era ed è tuttora impedita proprio da quel processo di sviluppo qualitativo

delle forze produttive, da quell’ “era del surplus” costante/accumulabile che

determina il sorgere e la riproduzione ininterrotta dell’effetto di sdoppiamento.

Ma a parte questo “dettaglio” non trascurabile, negli ultimi undici millenni il corso

della storia universale è diventato decisamente multilineare, composto com’è dal

“bivio”e dalle due “strade” alternative in campo socioproduttivo e politico, la cui

logica ed essenza più profonda risultano essere l’antideterminismo e l’emersione

costante di un campo di potenzialità alternative, nel quale la pratica collettiva degli

uomini del passato, presente (noi stessi…) e del futuro assume un ruolo decisivo,

sotto tutti gli aspetti.

Un’ampia espressione della teoria dell’effetto di sdoppiamento verrà effettuata

solo nelle prossime pagine, ma fin da subito vogliamo sottolineare come l’utilizzo

dello schema generale in oggetto risulti a nostro avviso indispensabile per comprendere

in modo adeguato e alcuni importanti fenomeni contemporanei, quali:

– l’ormai cronico “ritardo” della rivoluzione in Occidente, considerata invece da

Marx come possibile, necessaria e matura sin dai primi decenni dell’Ottocento;

11

Prefazione

– la stessa formazione e riproduzione pluridecennale della società sorta dalla

Rivoluzione d’Ottobre, di quella “rivoluzione contro il Capitale” (il Capitale scritto

da Marx) giustamente esaltata da Antonio Gramsci, fin dal suo sorgere;

– l’ipernegativo crollo dell’Unione Sovietica e degli altri paesi del Patto di

Varsavia, che a nostro giudizio ha messo (tra le altre cose) in crisi ormai irreversibile

qualunque concezione deterministica del processo di sviluppo della storia

universale.

Sono fenomeni e processi concreti con cui, più o meno direttamente, le forze

antagoniste del mondo occidentale si confrontano/scontrano quasi in modo quotidiano,

e che richiedono ormai da tempo di ottenere una cornice storico-teorica

dentro la quale essere collocati e spiegati in modo adeguato, almeno nelle loro

linee essenziali.

Tale cornice è la teoria dell’effetto di sdoppiamento, a nostro avviso: buona lettura.

C. PREVE

R. SIDOLI

21/1/2010

English version

According to the orthodox Marxist conception of universal history, the latter

can be likened to a big and long one-way street, though composed

some secondary branches that relate to the following path

main, as well as a series of dead ends that are left more or

less rapidly.

This historical perspective, the “great street” in its essence is made from

segments interconnected, although distinct from each other (primitive communism /

communitarianism of the Paleolithic, the prehistory of our species; step of the way of

Asiatic; slave period, during feudal capitalist epoch, and finally

socialism / communism), but it was and is still considered a predetermined path,

least ultimately means any “traveler” and companies could /

can also take “shortcuts” but in the end, willingly or unwillingly, were

/ Are required to return to the main path of travel and its variegated

but required stages of the path.

Based on historical data, then knowledge of Marx and Engels, until 1883/95,

this was probably the only comprehensive view of the development process

of world history that could be (brilliantly) developed at that time but

just after the 1883/95, a series of new discoveries and historical events

lead to prefer a different kind of general understanding of the dynamics

human.

Imagine a “great street” that after a long segment (stage

Paleolithic and Mesolithic) runway, is faced with a sudden

“Grand junction” and a giant fork: depart from that junction and branch

two different and alternative roads, which lead to very dissimilar goals without

no a priori requirement for “travelers” (because of the Fate / productive forces) of

choosing one or the other.

But not enough. Not only there is no one preordained path, but –

under certain conditions and paying certain “tolls” – whatever “traveler”

and any human society can move to another track, alternate

to that previously selected, thus radically changing their

material conditions of “travel” on the bus with other passengers who are using:

the initial choice of departure “the crossroads”, right or wrong, is always

reversible in both directions of travel, for better or worse.

Metaphors aside, the idea that we propose considers that after the 9000

BC, eleven thousand years ago in Eurasia in the Neolithic period, with the discovery of agriculture,

specialized farming and handicrafts, has been created and reproduced continuously to this day a “grand junction”, from which have branched two

“Roads”, two lines and two trends socioproduttive array Alternatively, one

Community-type and the other collectivist nature of class based instead on

exploitation of man by man.

Thus after 9000 BC and to this day, the era of surplus, there

no historical determinism, but also a field of potential objective (development

of productive forces and the creation and playback of a continuous surplus product

accumulated … the era of surpluses) which can be grafted, and grafted

then, really opposite of social practices, to share

so fraternal means of production / wealth / surplus or, conversely, to make

so that they be under the control and possession of a minority of the genus

Human beings, in both cases with immediate effects even on the political-social

of different companies.

In other words, the same qualitative development of productive forces and

already formed key elements such as agriculture / livestock / surplus consistently since

from 9000 BC to get today it was possible that develops both the hegemony

collectivist relations of production, that the alternative matrix

class: the effect of splitting in which nothing was / is still written in advance,

in the ledgers of history.

Situation of “splitting” potential / real fault in 9000 BC

but also in 2010 of our era, valid in 8999 BC, but also in the next

in the coming years and decades, a state of split and a radical alternative

relations of production possible and feasible town, which for eleven

millennia rule out any form of historical determinism and metaphysical

based on the “inevitable progress” of mankind.

Of course, any regression to a stage based on Paleolithic hunting / gathering

food was and still is hampered by the process of developing its quality

of productive forces, of that ‘surplus was “constant / accumulation

determines the rise and uninterrupted playback of the effect of doubling.

But apart from this “detail” not insignificant, the course over the past eleven millennia

of world history has become very multilinear, composed as it is by

“Crossroads” and the two “roads” in the field socioproduttivo and political alternatives, which

logical and appear to be the deepest essence antideterminismo and the emergence

constant field of potential alternative in the practice of collective

men of the past, present (ourselves …) and the future plays a crucial role,

in all respects.

Wide expression of the theory of the effect of splitting will be performed

in the next few pages, but from the outset we emphasize that the use

the general scheme in question is in our view essential for understanding

adequately and some important contemporary phenomena, such as:

– The now-chronic “delay” of the revolution in the West, but considered by

Marx as possible, necessary and mature since the early nineteenth century;

11

Preface

– The same decades of breeding and training company formed by

October Revolution, that “revolution against Capital” (Capital wrote

by Marx) rightly emphasized by Antonio Gramsci, from its rise;

– Ipernegativo the collapse of the Soviet Union and other countries of the Pact

Warsaw, which we believe has (among other things) in crisis irreversible

any deterministic conception of the development process of history

universal.

Are real phenomena and processes by which more or less directly, the forces

antagonist of the Western world confrontation / clash almost daily so,

and now require some time to get a historical and theoretical framework

within which to be placed and adequately explained, at least in their

essentials.

This framework is the theory of the effect of doubling, in our opinion: good reading.

C. PREV

R. SIDOLI

21/01/2010


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