Capitolo quinto “IS THERE ANYBODY OUT THERE?” (Pink Floyd)

Lotta e contaminazioni tra le due “linee” socioproduttive.

Come mi aveva fatto notare tempo fa Giorgio Gattei, in sintonia con le riflessioni espresse dal compagno Fidel Castro su questo tema specifico, almeno dal 1847 e dalla legge britannica sulla limitazione della giornata lavorativa a dieci ore la formazione economico-sociale capitalistica ha spesso utilizzato, in modo deformato e parziale, alcuni e particolari strumenti socioproduttivi che appartengono storicamente alla moderna “linea rossa”, attraverso ad esempio la formazione di un parziale “stato sociale” (legge delle dieci ore e misure social-paternalistiche di Bismarck) e la pianificazione parziale e per via politica del processo produttivo, a partire dal 1914 e da W. Rathenau; e a loro volta, dalla NEP leninista del 1921, anche il moderno movimento comunista e la formazione economico-sociale socialista a modo loro si sono serviti anche di alcuni “arnesi” e strumenti socioproduttivi sviluppati via via dal capitalismo mondiale, fin dal dodicesimo secolo e dai tempi del protocapitalismo veneziano e genovese, come nei casi specifici del mercato – non “libero”, certo, ma questo è un altro discorso – della moneta e delle banche.

Almeno a partire dal 1947, in altri termini, la praxis storica mondiale ha mostrato in modo sorprendente e originale non solo la dura e costante lotta creatasi tra “linea nera” (ad esempio quella incarnata da Bismarck, mandatario politico del capitalismo tedesco 1870/1880) e “linea rossa” (ad esempio la SPD, la socialdemocrazia tedesca in pieno sviluppo e divenuta in larga parte marxista dopo il 1878 e fino al 1907/1910), ma anche il simultaneo, parziale ma interessante processo di contaminazione reciproca che si è via via formato tra le due tendenze sociopolitiche prese in esame: e cioè l’acquisizione parziale di elementi “rossi” da parte della “linea nera”, borghese, per tentare di superare le proprie dinamiche endogene di crisi, e il processo inverso di “spionaggio-acquisizione” che ha interessato dopo il 1917 e l’Ottobre Rosso anche l’alternativo e diverso sistema socialista, la prima e “immatura” (Marx, Critica al programma di Gotha) fase del modo di produzione comunista.

Siamo in presenza di tematiche importanti anche sul piano politico immediato, che tra l’altro si possono allargare in un processo a spirale prendendo in esame, da una prospettiva diversa, anche altri argomenti pregnanti quali:

  • l’intervento proteiforme dello stato borghese in campo economico (“socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti”, “too big to fail”, complesso militar-industriale, svendita delle aziende statali, ecc.) quale nuova principale controtendenza, dal 1940 in poi, rispetto alla caduta tendenziale del saggio di profitto e alla crisi generale del capitalismo;
  • l’intervento costante della lotta di classe operaia e della “paura dei rossi” (cartismo inglese e legge del 1847 delle dieci ore per donne e bambini, SPD tedesca e determinate misure “social-paternalistiche” di Bismarck, ecc.) nel contraddittorio processo di formazione del welfare state;
  • il venir meno della “paura dei rossi” da parte della borghesia dopo il 1979 come concausa dell’attacco capitalistico contro lo stato sociale occidentale, dal 1979 fino ai nostri giorni (Renzi e articolo 18/privatizzazioni, ecc.);
  • il primato della sfera politica (Lenin, 1921) sull’economia anche all’interno del lungo processo di transizione del capitalismo di stato, da Walter Rathenau fino ai nostri giorni (settembre 2008 e collasso bancario, i “quantitave easing” delle iperpolitiche Federal Reserve e Banca Centrale Europea, ecc.);
  • la piena comprensione della sfera politica nel senso marxiano e leninista, intesa pertanto in qualità di “espressione concentrata dell’economia” e delle lotte/rapporti di forza mutevoli tra le classi;
  • la NEP leninista (1921-28) e la NEP iperaccelerata della Cina Popolare, dal 1978 in poi, come specifiche “curve di apprendimento” acquisite via via dal movimento comunista contemporaneo in campo politico-economico.

Abbiamo trovato molta carne al fuoco per i marxisti, ma ora serve un laboratorio teorico collettivo per “cucinarla” al meglio: “is there anybody out there?”

 

Roberto Sidoli, gennaio 2015

Ringraziamenti

 

Un particolare ringraziamento a Giorgio Gattei, senza il cui apporto questo libro non sarebbe venuto alla luce; e simultaneamente un ringraziamento e un abbraccio caloroso a Patrizia Vaiti, Massimo Leoni e Daniele Burgio, amici e compagni da tanto tempo.


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